BENVENUTI NEL GRANDE MARE DEI CETACEI

MONITORAGGIO
BALENE NELLE BOCCHE DI BONIFACIO
Comincia a giugno
2011 il monitoraggio sistematico, utilizzando una nave come piattaforma
opportunistica di osservazione, di un tratto marino che dalla Sardegna arriva
alla Corsica all’interno delle Bocche di Bonifacio. Il transetto si trova nel
limite meridionale del Santuario dei mammiferi marini Pelagos.
Il progetto, che
al momento vede coinvolti Accademia del Leviatano ed il Bottlenose Dolphin
Research Institute (BDRI), è in via sperimentale e proseguirà per tutta
l’estate.
Scopi principali
della ricerca sono quelli di valutare gli indici di abbondanza dei cetacei nel
sistema sardo-corso, di analizzare le interazioni dei cetacei con il traffico
marittimo, e di aggiungere informazioni sulle rotte migratorie delle
balenottere del mediterraneo ed in particolare intorno alla Sardegna.
Il
monitoraggio viene realizzato con le stesse metodologie ed in contemporanea con
il network nazionale ISPRA di monitoraggio cetacei da transetto fisso.
Per
informazioni sul progetto e sugli avvistamenti: info@accademiadelleviatano.org
E’ possibile
seguire la ricerca su: http://lericerchedelleviatano.blogspot.com/
Accademia del Leviatano
Ente per lo studio e conservazione dei Mammiferi Marini.
blog: http://lericerchedelleviatano.blogspot.com/
webpage: http://www.accademiadelleviatano.org/

10/11/2010. Grazie all’accordo sancito con il Dipartimento Difesa
della Natura dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca
Ambientale), e con l’Associazione Culturale Scientifica Ketos, dallo scorso
luglio Grimaldi Lines contribuisce attivamente alla campagna monitoraggio dei
cetacei nel Mediterraneo centro-occidentale, mettendo a disposizione di
ricercatori e biologi marini il traghetto “Catania”, impiegato sulla rotta
Civitavecchia-Catania.
Il traghetto
ospita regolarmente i ricercatori Ketos che lavorano sul ponte di comando della
nave registrando i dettagli di ogni avvistamento su un database nazionale, al
fine di approfondire le conoscenze della popolazione dei cetacei dei mari
dell’Italia meridionale.
Sin dal primo
imbarco a bordo della “Catania", i risultati dello studio sono stati
positivi: si è infatti registrato l’avvistamento di ben sei specie
di cetacei, oltre ad una trentina di segnalazioni della tartaruga
marina Caretta Caretta. Tra le specie avvistate il piccolo delfinide
stenella striata (Stenella coeruleoalba), i delfinidi della specie tursiope
(Tursiops truncatus), esemplari di capodoglio (Physeter
macrocephalus) e di balenottera comune.
Per lo staff Ketos
il traghetto si è rivelato un’ottima piattaforma di osservazione, avendo
registrato in soli due mesi l’avvistamento di circa un migliaio di esemplari.
La grande ampiezza del ponte di comando e la sua notevole elevazione sul
livello del mare sono caratteristiche che giocano un ruolo fondamentale sulla
visibilità.
Il presidente e
responsabile dei progetti di ricerca di Ketos, Letterio Mario Tringali,
aggiunge: «Possiamo monitorare i trend di abbondanza relativa, distribuzione e
uso di habitat delle popolazioni di cetacei correlandoli con i parametri
ambientali (es. temperatura, clorofilla, correnti) e antropogenici (traffico
marittimo) in una delle regioni marine tra le meno conosciute in Italia. Il
progetto prevede inoltre di mappare le aree ad alta densità di cetacei lungo le
principali rotte marittime per limitare i rischi di collisione tra le navi e le
grandi balene.
«E' importante per
il Gruppo Grimaldi poter contribuire e sostenere attivamente programmi di
salvaguardia della fauna e flora marina nel Mediterraneo» afferma Francesca
Marino, responsabile passeggeri del Gruppo Grimaldi. «Il Gruppo da
sempre agisce nel rispetto dell'ambiente e del risparmio energetico, e dunque
siamo lieti di collaborare in attività che contribuiscono alla protezione dei
cetacei che abitano nei nostri mari» conclude Marino.
Infine
va ricordato che il progetto ha anche un’importante valenza formativa con il
tutoraggio di diverse tesi di laurea e la formazione di osservatori
specializzati nell’avvistamento di cetacei e competenza nella navigazione
marina come previsto dal Regolamento 812/2004 dell’Unione Europea.
Il 3 Giugno l'Accademia del
Leviatano, assieme ad altri partner del progetto di monitoraggio cetacei nel
Tirreno Centrale ha inaugurato, con un convegno a Civitavecchia, la nuova
stagione di ricerca appena iniziata. È stata l'occasione per conoscere qualcosa
di più dei cetacei che vivono nei nostri mari. All'incontro sono intervenuti
diversi esperti per approfondire le tematiche relative a come è cambiata in un
ventennio la presenza e la distribuzione delle diverse specie di cetacei nel
Tirreno centrale, qual è il quadro attuale, a larga scala, dei cetacei,
all'interno del Santuario dei cetacei Pelagos e subito fuori dei suoi confini.
Si è parlato anche di come poter mitigare l’impatto che il traffico navale,
soprattutto lungo le “Autostrade del mare”, potrebbe arrecare alle popolazioni
di cetacei. Infine, è stata presentata una indagine sulla percezione
ambientale, nei confronti dei cetacei, da parte dei passeggeri imbarcati su
navi e traghetti.

Stenella a largo di Civitavecchia
Il resoconto del Convegno “Le balene del Mar
Tirreno - monitoraggio cetacei tra
Civitavecchia e la Sardegna”, tenutosi.
Giovedì 03 giugno 2010 ore 17.00 a Civitavecchia
LE
BALENE DEL TIRRENO
Civitavecchia
4 giugno 2010
Introdotto
da rappresentanti della Capitaneria di Porto, dal Presidente della Fondazione
CA.RI.CIV. e
dal
neoassessore al Mare, si è svolto presso l’Aula consigliare del Comune di
Civitavecchia l’incontro
pubblico
dal tema: “I cetacei del Mar Tirreno Centrale”. Sono stati presentati i
risultati di tre anni di
ricerca
e monitoraggio di balene e delfini realizzati dall’associazione Accademia del
Leviatano lungo
il
tratto di mare tra Civitavecchia e Golfo Aranci. utilizzando traghetti di linea
come punti di
osservazione.
Le
autorità hanno sottolineato come per le diverse specie di cetacei che vivono
nei nostri mari, pur
essendo
tutte protette da leggi nazionali o accordi internazionali, si conosce ancora
molto poco del
loro
habitat e delle loro migrazioni. Dal 2007, grazie alla stretta e proficua
collaborazione di una
compagnia
navale, di una rete di enti, è partito un progetto di monitoraggio che copre i
mari che vanno
dal
Tirreno centrale al Mar Ligure occidentale. ISPRA coordina questa innovativa ed
efficiente rete di
monitoraggio
A
tre anni dall’inizio del progetto è emerso un quadro interessante della
distribuzione delle specie di
cetacei
all’interno di un’area protetta specificatamente istituita per la protezione
dei cetacei, il
Santuario
Pelagos, e subito a sud del suo confine orientale.
In
generale, la specie più avvistata è la Stenella, piccolo delfinide gregario di
zona pelagica, mentre,
come
ci si aspettava, il delfino costiero Tursiope è particolarmente concentrato nel
lungo tratto di
piattaforma
continentale presente nel Tirreno settentrionale, all’altezza dell’Arcipelago
Toscano e
delle
coste corse prospicienti Bastia.
Nello
specifico del Tirreno centrale, grazie ad uno studio condotto con identica
metodologia e sotto la
supervisione
degli stessi ricercatori negli anni ’90, ’91 e ’92, siamo oggi in grado di
confrontare le
variazioni
di presenza e distribuzione dei cetacei in quest’area nell’arco di un
ventennio. I risultati
sono
sorprendenti, in particolare per quel che riguarda la Balenottera: il confronto
di lungo termine
(anni
’90-’92 vs ’07-’09) suggeriscono infatti un aumento notevole della presenza
relativa della
Balenottera
negli ultimi anni (>200%) e della sua distribuzione spaziale, rilevando
l’esistenza di
un’area
ad elevata densità di cetacei (hot spot) larga diverse miglia nautiche. Questa
area, in cui non
sono
ancora presenti forme specifiche di protezione, mette in luce la necessità di
urgenti azioni
specifiche
di tutela e conservazione per le specie ed il loro habitat.
Nel
corso dell’incontro sono state anche mostrati diversi hot spot che si
incontrano lungo le rotte
percorse.
In queste aree è auspicabile una ridotta velocità ed una particolare attenzione
durante la
navigazione.
Scopo del network, infatti, è anche quello di mappare i principali hot spot,
lungo le rotte
delle
previste le autostrade del mare. L’auspicio è quello, nel breve futuro, di
codice di condotta
volontario
per navi e traghetti che preveda, in queste aree, tutte le precauzioni
possibili, come velocità
contenuta
ed osservatori dedicati, per poter evitare collisioni con questi grandi
mammiferi marini.
La
Corsica-Sardinia Ferries Ferries si è rivelato da subito il partner ideale. La
compagnia, infatti, ha
sempre
prestato particolare attenzione all’ambiente e alla salvaguardia della fauna
marina,
partecipando
a studi e monitoraggi sin dal 1989, quando comandanti e ufficiali di bordo
tenevano
traccia
degli avvistamenti dei cetacei su appositi blocchetti. Per promuovere e
contribuire a creare una
coscienza
collettiva rispetto agli obiettivi di salvaguardia di queste specie marine,
Corsica Sardinia
Ferries
continuerà a supportare le attività di ricerca. Nell’ambito del progetto, sui
traghetti si prevede
di
realizzare iniziative specifiche per le scuole per sensibilizzare e formare
giovani studenti sul tema
dell'ambiente
oltre ché alla formazione di osservatori esperti di mammiferi marini (Marine
Mammal
Observers).
Nel
corso dell’incontro è stato anche presentato il questionario sulla percezione e
sensibilità
ambientale,
nei confronti dell’ambiente marino, da parte dei passeggeri imbarcati su navi e
traghetti.
Visti
i risultati ottenuti, il network di ricerca si augura di poter presto estendere
il monitoraggio anche
nel
Mar Tirreno meridionale.
Accademia del Leviatano
Ente per lo studio e conservazione dei Mammiferi Marini.
blog: http://lericerchedelleviatano.blogspot.com/
webpage: http://www.accademiadelleviatano.org/
Dal 2007 l 'Accademia
del Leviatano Onlus monitora settimanalmente le acque fra Civitavecchia e Golfo
Aranci da Maggio a fine Settembre per avvistare i cetacei. Il transetto fa
parte di una rete di monitoraggio, coordinata da ISPRA (Istituto Superiore per
la Protezione e Ricerca Ambientale), che vede impegnati diversi enti nel
monitoraggio dei cetacei in tutto il Tirreno e Mar Ligure utilizzando traghetti
di linea. L'Accademia del Leviatano non è nuova a questo tipo di ricerche: già
negli anni dal 1989 fino al 1992 i ricercatori dell'associazione percorrevano
lo stesso tratto di mare segnalando presenza, abbondanza e distribuzione delle
diverse specie di cetacei. I nuovi dati ci forniscono quindi un quadro di lungo
termine e di larga scala di come questi affascinanti animali vivano nei nostri
mari.
Ben
ritrovate balene!
“Ben
ritrovate balene”, questa è stato il primo pensiero dei ricercatori imbarcati
sui traghetti di linea che percorrono il Tirreno centrale alla ricerca delle
balenottere.
A
maggio, infatti, è ripreso il monitoraggio estivo dei cetacei lungo il
transetto che va da Civitavecchia a Golfo Aranci e già dalla prima traversata
sono state avvistate otto balenottere (tra cui due coppie madre-piccolo) e
numerose stenelle.
Dal
2007 l’Accademia del Leviatano ha ripreso questo tipo di monitoraggio già
condotto fra il 1989 ed il 1992 nel Tirreno centrale a bordo di traghetti. Il
principio è piuttosto semplice e soprattutto molto economico. I traghetti
viaggiano in maniera periodica, hanno una elevata altezza del ponte per
osservazioni ottimali, mantengono rotta e velocità costante permettendo di
coprire lunghe distanze con una ripetitività non pensabile per altri mezzi
solitamente utilizzati nella ricerca. In questo modo con bassissimi costi, e
molto impegno da parte dei ricercatori, è possibile monitorare ampi tratti di
mare per lungo tempo. La ricerca permette anche di comprendere le correlazioni
fra la presenza dei cetacei ed altri parametri oceanografici o il traffico
nautico e le collisioni, fornendo indicazioni utili per eventuali azioni di
tutela.
Durante
le circa sei ore di navigazione esperti osservatori scrutano l’orizzonte del
mar Tirreno dal ponte di comando dei traghetti della Corsica-Sardinia Ferries
in partenza dal porto di Civitavecchia. I cetacei sono specie protette da
numerose convenzioni ed accordi internazionali, ma sono ancora molti i dati di
cui abbiamo bisogno per poter comprendere quali siano le loro abitudini, il
loro stato di salute ed i rischi che corrono. Informazioni indispensabili per
poter pianificare azioni di conservazione.
L’efficacia
del metodo e il sostegno della compagnia dei traghetti ha fatto si che dal 2008
altri enti partecipino su diverse tratte ad un monitoraggio in contemporanea di
altre aree nel Tirreno e nel Mar Ligure (incluso il Santuario dei cetacei). Il
network, coordinato dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca
Ambientale) include il Dipartimento di Biologia dell’Università di Genova,
Biologia Marina dell’Università di Pisa, la cooperativa CRAB e la fondazione
CIMA.
Dai
primi risultati dell’estate 2008 (Atti presentati al Convegno Europeo sulla
Ricerca sui Cetacei) emerge che nel Tirreno centrale si avvistano numerose
balenottere, soprattutto in un’area ad est della Sardegna. L’area in questione
è caratterizzata da un relativo basso traffico navale, fondali profondi e
presenza di una locale elevata disponibilità alimentare (produzione primaria).
Per
seguire in diretta settimanale gli avvistamenti dei leviatani cliccate su: http://lericerchedelleviatano.blogspot.com/.

Tratte dei traghetti
Per informazioni e dati
sulla ricerca: info@accademiadelleviatano.org
Accademia del Leviatano
Ente per lo studio e conservazione dei Mammiferi Marini.
Le balene sono in pericolo e hanno bisogno di te.
Questo sito partecipa alla Campagna Balene di Greenpeace.
Leggi le iniziative in corso.

Listen to the song of the whales! Whales
communicate with each other by singing complex songs made up of a variety of
whistles.
Whales songs are quite beautiful to
human ears!

The whales are in danger and they need your
help.
This web site is partecipating in the “Save
the Whales” campagn by the Greenpeace.
See the news of latest events.
06 june 2005

Sono state
salvate le 160 balene che si erano arenate in Australia occidentale, a 150 km a
sud di Perth. I cetacei hanno felicemente ripreso a nuotare al largo grazie
alla gigantesca opera di salvataggio messa in atto dai circa 1.500 volontari
accorsi da tutto il paese.
Le balene
appartengono alla specie “pseudorca” delle balene nere o cosiddette “false
balene killer”. Lo spiaggiamento di massa è stato uno dei più gravi mai
registrati in Australia. L’ultimo di queste dimensioni era stato nel 1986 con
114 cetacei arenati nella stessa area, ma allora pochi furono gli esemplari salvati. Questa volta invece, grazie
al frenetico sforzo dei volontari e dei rangers, solo una balena è rimasta
morta sulla spiaggia.
Il branco, che
ragioni ancora misteriose aveva perso l’orientamento, si era diviso in due, con
70 cetacei arenati in una spiaggia e altri 30 in un’altra a 800 metri di
distanza. Altri 60 esemplari erano rimasti alcuni giorni indugiando
pericolosamente vicino alla costa. Il locale Dipartimento della Conservazione
del Territorio (Calm) aveva lanciato un disperato appello alla popolazione di
recarsi sul luogo per collaborare alle operazioni di salvataggio.
Così, centinaia
di volontari erano accorsi da tutta l’Australia, con mute da subacqueo, per sfidare le fredde acque oceaniche.
Abbracciavano le balene nell’acqua bassa e le tenevano bagnate e dritte e
permettergli di respirare. Un gruppo di scolari continuava a cuocere cibo e a
servirlo caldo ai generosi amici impegnati nella frenetica lotta contro il
tempo.
Le balene
pesavano fino a 4 tonnellate ed erano lunghe fino a 4 –5 metri. Con macchinari pesanti
sono state allontanate dalla riva e portate in mare aperto, fino a 10 miglia
dalla costa. Il branco ha ripreso a nuotare compatto, c’è tuttavia il pericolo
che si diriga di nuovo verso riva. Per evitare ciò, è stato chiesto ai
residenti della zona di tenere sotto costante osservazione i suoi movimenti.
Gli spiaggiamenti
di massa sono sempre più frequenti, ma gli scienziati ancora non riescono a
spiegarne le ragioni. Moltissime le teorie: malattie ignote; procacciamento del
cibo che porterebbe gli animali troppo vicino alla riva; un fortissimo legame
che porta i cetacei a seguire il capo branco ovunque, anche a riva. Un’altra
teoria accusa l’uomo e le sue tecnologie che avrebbero aumentato i suoni nella
profondità dei mari disorientando i grandi cetacei e facendogli perdere
l’orientamento.
Sempre in tema di
balene, non altrettanto lieta è la notizia, diffusa il mese scorso, delle quattro baleniere giapponesi rientrate
alla base nel porto di Shimonoseki, nel sud del Giappone, con a bordo 440
cetacei catturati nei mari dell’Antartide, a conclusione di un programma di
cattura “per fini scientifici” svolto in deroga alla moratoria imposta dalla
Commissione Baleniera Internazionale (Iwc). In realtà la ricerca scientifica
è solo il mascheramento della caccia per fini commerciali, visto che la carne
di balena catturata viene venduta nei negozi e servita nei ristoranti. Il
governo giapponese si difende affermando che la caccia viene effettuata “per
motivi legati alla cultura tradizionale e alla salvaguardia delle attività dei
pescatori” e ha già reso noto che, ala prossima assemblea della Iwc, che si
svolgerà questo mese in Corea del Sud, presenterà una proposta di ripresa del
programma di caccia scientifica. Oltre al Giappone anche la Norvegia e la
Russia chiedono la ripresa della caccia commerciale alle balene, la moratoria
dell’Iwc ha comunque l’appoggio della maggioranza dei paesi membri.

Quest’anno la Commissione
Baleniera Internazionale si riunirà per la prima volta
in Italia, a
Sorrento, dal 19 al 22 Luglio.
Dall’esito di
questo incontro dipenderà il futuro delle balene. Se la caccia
commerciale venisse
di nuovo legalizzata e rimesso in discussione il santuario
antartico, per
le balene sarebbe la fine.
Con il
progetto “Sail the Whale”, Greenpeace chiede a tutti coloro
che possiedono
una barca a vela di entrare in azione a Sorrento.
Le imbarcazioni
di ogni dimensione ed epoca partiranno dal Porto di Meta e
comporranno un
lungo corteo, sfilando davanti alla città di Sorrento, dove
saranno
riuniti i delegati della Commissione.
Ogni barca a
vela isserà una bandiera con scritto "Salviamo le Balene” per
lanciare forte
l’appello a quanti saranno chiamati a decidere sul futuro di
questi
meravigliosi cetacei.

Nel corso
dell’ultimo secolo la caccia a fini commerciali ha decimato gran
parte delle
popolazioni di balene del mondo. Tra il 1925, anno di introduzione
della prima
nave “fabbrica” per l’uccisione e il trattamento delle balene,
e il 1975 si
stima che siano stati uccisi in totale più di 1,5 milioni di
esemplari. I
cacciatori hanno quasi sterminato numerose popolazioni di cetacei:
decimata una
popolazione si passava ad un’altra.
A seguito
delle ripetute pressioni della comunità internazionale, e grazie
anche
all’intervento di Greenpeace, nel 1986 la International Whaling Commission
[IWC] ha
approvato una moratoria sulla caccia commerciale alle balene.
Ma la caccia,
con il pretesto della ricerca scientifica, è continuata al punto
che questi
animali rischiano ormai l’estinzione.
Oggi Giappone,
Norvegia e Islanda stanno strenuamente lavorando affinchè venga
definitivamente
abolita la moratoria, l’unica speranza contro l’estinzione
delle balene.
L’altro
obiettivo di questi paesi è rimettere in discussione il Santuario
dei Cetacei in
Antartide, il luogo per eccellenza dove questi animali possono
ancora riprodursi
e nutrirsi senza essere in pericolo.
Fonte: la campagna balene di Greenpeace:
http://www.greenpeace.it/whales
http://www.greenpeace.it/new/caccia.pdf
L'Islanda e la caccia a scopo scientifico
http://www.greenpeace.it/new/scienza.pdf
L'Islanda e le balene
http://www.greenpeace.it/new/balene.pdf