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MINISTERO BLOCCA TRIVELLE NEL CANALE DI SICILIA:
COMITATI E ASSOCIAZIONI ESULTANO
ROMA, 19.01.12 - Dopo
l'articolo apparso oggi sul quotidiano La Repubblica edizione Palermo,
"Stop del Ministero alle trivelle nel canale di Sicilia" a firma
Prestigiacomo-Tondo, le associazioni e i comitati [1] che insieme hanno svolto
una battaglia per bloccare le trivellazioni al largo di Pantelleria, nel Canale
di Sicilia, esprimono soddisfazione per la valutazione negativa espressa dalla
Commissione di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) che ferma il folle progetto
della Audax Energy.
La Commissione VIA ha rigettato il Permesso di ricerca di idrocarburi "d
364 C.R-.AX" accogliendo in pieno le istanze dei comitati e delle
associazioni che hanno difeso l'incredibile diversità e importanza biologica
dei banchi del Canale di Sicilia. La ricchezza di vita delle zone interessate,
compresa la presenza di specie protette - dai coralli ai cetacei - e la
presenza di aree di particolare rilevanza per la riproduzione di specie di
interesse commerciale per la pesca, sono alla base della valutazione negativa
della Commissione che ritiene il rischio inaccettabile.
"Questo mare deve essere difeso da politiche intese a tutelare e
ripristinare l'ecosistema e le popolazioni ittiche, non a sfruttare giacimenti
di petrolio di cui possiamo fare a meno migliorando l'efficienza dei
veicoli" - dichiarano le associazioni e i comitati.
Per sventare per sempre questo tipo di minaccia è necessario un progetto che
miri a tutelare questo tratto di mare con iniziative di conservazione che,
oltre a garantire qualità della vita dei cittadini offrano prospettive anche
sul versante occupazionale, ad esempio nel turismo e, grazie al recupero delle
popolazioni ittiche, al settore della pesca.
Le ricerche di idrocarburi interessano ormai la gran parte delle acque
territoriali del nostro Paese con impatti che potrebbero essere già gravi se,
come possibile, le esplorazioni al largo della costa pugliese avessero una
qualche connessione con gli episodi di mortalità di massa di zifii (Ziphius
cavirostris) registrata nello Ionio, in Calabria e a Corfù, ai primi di dicembre.
In ogni caso, l'utilizzo di idrocarburi è tra le cause principali delle
emissioni di CO2 e quindi del cambiamento climatico che tanto duramente ha
colpito l'Italia negli ultimi mesi. Anche per queste ragioni, queste
esplorazioni devono essere fermate.
"Lo stop alle trivelle sul banco di Pantelleria è il risultato di un
lavoro congiunto di portatori di interessi e competenze diverse uniti nella
difesa del mare: questo modello deve essere allargato all'intera realtà
nazionale con la creazione di una Rete Nazionale contro le esplorazioni di
idrocarburi offshore" - concludono comitati e associazioni.
Questa vittoria, per quanto importante, è solo un primo passo. Per contrastare
i forti interessi petroliferi è necessario un lavoro congiunto che ha come obiettivo
la salvaguardia del nostro mare, del nostro clima e del nostro futuro.
[1] I comitati e le associazioni che hanno aderito all'iniziativa a difesa del
Canale di Sicilia: AGCI-AGRITAL, Apnea Pantelleria, CGIL sezione di Sciacca,
Comitato Stoppa La Piattaforma, Greenpeace,L'Altra Sciacca, Lega Navale
Italiana - sezione di Sciacca, Italia Nostra - sezione di Sciacca,
Procuratori dei Cittadini - Sede di Sciacca.
Contatti:
Ufficio stampa Greenpeace, 06.68136061 int. 239 - 203
Serena Bianchi, ufficio stampa, 342.5532207

Dopo il
delfino Elisabeth, nel Golfo di Trieste sono arrivate le balenottere. Un gruppo
di operatori della Riserva marina di Miramare e della Capitaneria di porto
hanno avvistato, il 13 agosto 2011, davanti alla centralissima piazza Unità
d’Italia, due esemplari appartenenti probabilmente alla specie Balaenoptera
physalus e hanno scattato delle fantastiche foto. Tale specie in genere vive in
mare aperto nelle acque profonde ma talvolta, per procacciarsi il cibo,
raggiunge anche baie e canali tra le isole. Gli esemplari più grandi possono
raggiungere i 24 metri di lunghezza, pesare fino a 50 tonnellate e vivere fino
a 90-100 anni.
Notizie e foto tratte dal
quotidiano “Il Piccolo” di Trieste
IL DELFINO ELIZABETH HA PRESO DIMORA A MIRAMARE
05
agosto 2011

Trieste.
Elizabeth davanti al Castello di Miramare

Elizabeth
si esibisce davanti una barca a vela, per la gioia degli occupanti

Un
bel salto di Elizabeth, detta pure “il delfino volante”

Una
magnifica immagine ravvicinata di Elizabeth

Elizabeth
gioca con la medusa
TRIESTE. Elisabeth, un delfino comune (Delphis delphis) da qualche mese ha preso dimora nella riserva marina del castello di Miramare, evidentemente attratto dall’abbondanza di pesce, che nella riserva è protetto. Lo splendido esemplare si esibisce in tuffi ed evoluzione a pochi metri dalla riva ed ha conquistato l’attenzione di ricercatori, appassionati e naviganti che aumentano le presenze nella zona sperando i un avvistamento.
Elizabeth sembra aver definitivamente abbandonato l’ambiente chiassoso del bacino industriale della Fincantieri per trasferirsi nelle acque più tranquille e balneari di Miramare e Barcola. Così, dopo un breve periodo di latitanza, Elisabeth ha dato di nuovo spettacolo proprio nelle acque davanti Miramare.
E’ stata fotografata
mentre gioca con una grossa medusa, una Rhizostoma pulmo, o polmone di mare.
L’ha presa fra le pinne, se l’è messa sulla pancia, e ci ha giocato come una
pallanuotista, sballottando la povera medusa di qua e di là. Un comportamento
che ha pochi precedenti, e che ha stupito ricercatori e biologi.
Non si vede invece più da
qualche mese, purtroppo, il cucciolo di Elisabeth, il piccolo delfino osservato
e fotografato quando madre e figlio erano arrivati a Monfalcone dalle limpide
acque della Grecia nel maggio del 2010.
«Dalle nostre osservazioni - spiega Saul Ciriaco dell’Area marina protetta di Miramare - sembra che ormai Elisabeth abbia lasciato la baia di Panzano e i bacini industriali per preferire le acque fra Miramare e Barcola». Saul Ciriaco, assieme a Milena Tempesta e Karin Schlappa, dopo una segnalazione dei carabinieri (le forze dell’ordine collaborano attivamente con i biologi della riserva marina anche nell’osservazione della fauna in mare) ha raggiunto in barca la zona dove Elisabeth era stata avvistata riuscendo a realizzare fotografie e immagini video che adesso vengono studiate e analizzate.
Da oltre un anno i
biologi di Miramare effettuano studi sull’anomala presenza di Elisabeth.
«Considerato che il delfino è stanziale - dice ancora Saul Ciriaco - per non
disturbarlo raccomandiamo ai diportisti, in caso di avvistamento, di non
avvicinarsi e di mantenersi a una distanza di almeno duecento metri seguendo
una rotta parallela a quella del delfino».
Fonte il quotidiano “Il Piccolo” di Trieste, da
cui sono state assunte le notizie e le foto che sono state scattate dal lettore
Oscar Majer che si ringrazia per averle messe a disposizione. Ulteriori
notizie:
http://ilpiccolo.gelocal.it/foto-e-video/2011/07/23/fotogalleria/il-delfino-elizabeth-fotografato-da-un-lettore-del-piccolo-1.742524
20 novembre 2011

THE PICTURE OF THE WEEK
La fantastica foto di questa settimana è tratta dal sito della AIGUA
SEA SCHOOL di Palma di Maiorca.
Foto veramente suggestiva, però non mi sentirei di giurare sulla
veridicità.
The fantastic photo from this week is
taken from the Palma de Mallorca’s AIGUA SEA SCHOOL website.
A really spettacular picture, yet I’ve
some doubt aboute the veridcity.
CLUB ISOLA DI PASQUA A ROMA
RAPA NUI CLUB IN ROME
03 ottobre 2011

Sei stato all’Isola di Pasqua o pensi di andarci?
Sei un appassionato di quell’isola lontanissima e misteriosa,
sperduta nell’oceano Pacifico, dove venivano eretti i
giganteschi Moai?
Vuoi rivivere la sfida degli uomini uccello che si lanciavano
nel mare
pieno di squali alla ricerca dell’uovo del manutara?
Vuoi cercare di svelare qualcuno dei tanti misteri dell’isola
ancora irrisolti?
Scrivi a info@sitodelmare.it e incontrerai altri appassionati come
te
per preparare insieme il viaggio più emozionante della
vita.
In primavera è prevista la conferenza di una guida nativa
dell’isola
in viaggio in Europa per diffondere la cultura pasquense.

LA
PROVINCIA DI LATINA

Enea, fuggito da Troia in fiamme, approdò sulle
coste del Latium, dove sposò Lavinia, la figlia di re Latino. Dalla loro
discendenza nacque Roma. Il nome della regione Lazio richiama l'antico nome - Latium
- dato alla regione dai Latini,
progenitori degli antichi romani ed a loro volta così chiamati perché
stabilitisi su di un territorio largo ("latus" in latino), inteso anche come "paese
pianeggiante". Nell'epoca antica il territorio laziale era inteso fra il
basso corso del fiume Tevere e i Monti Ausoni, nei pressi di Terrracina e gli Appennini come limite orientale. Secondo alcune teorie il
termine deriverebbe invece per aferesi della voce accadica illatum, ellatum (che significa confederati), che avrebbe dato origine
anche al termine greco ("Ellade").
L'etimologia farebbe pertanto riferimento non tanto alla pianura laziale, ma
alla confederazione albana dei popoli latini.
Le provincie più importanti sono: Latina e Roma

La
spiaggia di Sabaudia (Latina), Le meduse arrivano
solo dove l’acqua è pulita
La spiaggia di Sabaudia (Latina), una prova che il paradiso esiste. Il monte Circeo che
venne descritto anche da Omero nell’Odissea
per la sua bellezza. Ulisse vi incontrò Circe che trasformò i suoi
uomini in porci, vi si fermò cinque anni e
fece due figli. Sabaudia (
Regalati un sogno

Villa Volpi a Sabaudia (Latina). La villa reca sull’architrave la
dicitura “IN MEMORIA DI GIUSEPPE VOLPI CONTE DI MISURATA CULTORE DELLE BELLE
ARTI”. La villa è oggi affittata per 50mila euro al mese ed è in vendita per 22
milioni di euro, almeno così si dice in
paese. Il conte Giovanni Volpi di Misurata, discendente diretto di Giuseppe,
ministro delle Finanze con Mussolini e governatore della Tripolitania, ora ha
deciso seriamente di vendere. Il conte Giovanni dice, direttamente da piazza
San Marco, a Venezia, dove vive: <<Certo che la villa è in vendita,
perché a Sabaudia in tutta la mia vita ci sarò andato tre volte». Ultimamente
si è interessato per l’acquisto anche il russo Abramovich.


Ispirata all'architettura dell'antica Leptis Magna Libica (il conte
era stato governatore della Cirenaica) che, sempre a differenza degli altri
stili, affaccia direttamente sulla spiaggia., è un grande mausoleo di
ispirazione romano/palladiano che si fece costruire nel dopoguerra la contessa
Nathalie Volpi. La villa si posa direttamente sulle dune di sabbia di Sabaudia
e, oltre alla discesa al mare ha anche lo sbocco sul retrostante lago di Paola,
cui si arriva tramite un passaggio sotto la strada costiera. Tramite il
sottopasso si arriva ad un tratto di boscaglia e ad un’altra villetta in legno
con un imbarcadero sul lago, voluto a suo tempo dalla contessa Volpi, in foggia
veneziana con le briccole bianche e blu. Purtroppo non ci sono più le gondole
che vi portò la contessa pensando di fare un gradito esotismo per i suoi
ospiti. La contessa volle come Architetto il famoso Tomaso Buzzi, nato a
Sondrio nel 1900 e morto a Rapallo nel 1981, è stato uno dei più importanti
architetti del secolo scorso. Fra il 50' e il 60' portò a termine alcune
delle sue opere più importanti tra cui Villa Volpi a Sabaudia. Divenne ed è
tutt'ora l'emblema delle Dune, con stanze ideate come quelle di un'antica
dimora dell'Impero Romano con i letti incassati in 'bare' di travertino,
soffitti altissimi e l'uso eccessivo del marmo. Non a caso qui sono stati
girati Kolossal come Scipione l'Africano (1937), Divorzio all'Italiana con
Mastroianni, La voglia Matta con Ugo Tognazzi e Catherine Spaak, Amore mio
aiutami con Alberto Sordi e Monica Vitti, fino a Compagni di scuola di Verdone
ed al recentissimo Non ti muovere di Sergio Castellito con Penèlope Cruz.
Da “I racconti di Sabaudia”, Baldini
Castolti Dalai editore, 158 pagine.
Sabaudia (
In luglio 2011
è stata scritta un’altra pagina della difficile e annosa vicenda delle ville
sulle dune di Sabaudia. La sentenza della prima sezione civile della Corte
d’Appello di Roma ha dato ragione ai proprietari privati, che sarebbero quindi i legittimi possessori
dei lotti, e non il Comune di Sabaudia.
La vicenda inizia nel 1953 quando la società Domiziana acquistò dal
Comune di Terracina i terreni del circondario di Sabaudia. Vennero quindi
costruite le prime ville, sia sul lato mare che sul lato lago. Il Comune di
Sabaudia rivendica la proprietà dei terreni e di conseguenza la nullità degli
atti di vendita stipulati dal Comune di Terracina. In Primo grado aveva avuto
ragione ma dopo la sentenza della Corte d’Appello che ribalta la situazione, la
parola finale spetterà alla Corte di Cassazione. Tra i circa 200 proprietari
delle ville che dovrebbero essere risarciti, oltre gli eredi Volpi, ci sono anche
il calciatore Totti, i principi Campello, i Fendi, l’ambasciatore Bettini, un
socio di Armani, ecc.
(Fonte il
quotidiano “Latina Oggi” del 29 luglio 2011).
Ci hanno Infine
gentilmente segnalato dei lavori in corso nella villa Volpi che ne muterebbero la
splendida facciata. Impossibilitati al
momento a recarci sul posto saremmo grati a chi potesse inviarci qualche foto
recente.
LE MURA CICLOPICHE

Monte Circeo (Latina), LE MURA
CICLOPICHE con lo sfondo delle isole ponziane.
Circeo mountain on
the sea (

Torre
Astura (Latina)

Isola di
Ponza, Latina La roccia bianca che funge da barometro infallibile sulle acque
color smeraldo.
Usata da sempre dai pescatori ponzesi, è un
barometro naturale che cambia colore a seconda della meteorologia .
Gli antichi Romani sceglievano
sempre i luoghi migliori per le loro ville. A Ponza, recentemente, durante dei
lavori, è venuta alla luce un’altra villa romana con splendidi affreschi e
mosaici, proprio nel centro cittadino. Vivino al porto sono visibili le vasche
romane per l’allevamento delle murene, destinate all’alimentazione ma anche
alla … punizione di qualche sventurato che vi veniva gettato.
ZEUSS’ TEMPLE IN TERRACINA

Il Tempio di Giove a Terracina, la
fantastica vista sul mare. Si vede la nostra barca, il Varig, ormeggiata.
Terracina, Italy. The
wonderful view from Zeuss’ Temple, we can see our boat too in the harbour

Ventotene Isola (LT).
IL
PORTO ROMANO,
UN
CAPOLAVORO DI INGEGNERIA
Il porto
romano è ancora perfettamente funzionante ed utilizzato per gli approdi delle
barche che giungono all’isola.
La
genialità degli ingegneri Romani fu di scavare la montagna asportando 60.000
metri cubi di tufo per poi farvi affluire il mare. Un’opera colossale, e
certamente più resistente della costruzione di un molo di roccia slanciato nel
mare, tant’è vero che oggi, dopo 2.000 anni, il porto romano viene ancora
utilizzato. Le bitte di ormeggio,
scavate nel tufo, sono ancora perfettamente funzionati ed utilizzate dalle
imbarcazioni dei pescatori e dei turisti.
Accanto
all’ingresso del porto i romani costruirono una insenatura che adesso funge da
spiaggetta: il “pozzillo”. Le onde perdono la loro forza nel pozzillo e le
acque del porto sono sempre tranquille. Ma non è finita, sul fondale del porto
non si alza mai il livello della sabbia, perché i romani scavarono un foro nel
tufo per permettere alla sabbia di defluire senza depositarsi. La funzione di
questo foro venne compresa quando venne ostruito per la costruzione
dell’adiacente porto nuovo: il livello della sabbia ha cominciato ad
alzarsi

Il Pozzillo
GIULIA
A VENTOTENE
A punta Eolo si
trovano le rovine di “Villa Giulia”, la residenza della bella principessa romana,
che per la sua lussuria incontrollabile, venne relegata dal padre, l’imperatore
Augusto, nel dorato esilio isolano. Giulia comunque divenne presto fonte di
piacere per gli abitanti dell’isola e per i marinai di passaggio.
Secondo un’altra
versione, invece, Giulia venne relegata dal padre sull’isola perché cospirò
contro di lui.
Sull’isolotto di
S.Stefano di fronte a Ventotene, si trova una piscina naturale, scavata negli
scogli chiamata “vasca Giulia”. L’acqua del mare che affluisce e defluisce nella
vasca offre un piacevole idromassaggio naturale e per questo si dice che Giulia
era solita prendervi il bagno. In
realtà la vasca era una peschiera per l’allevamento del pesce tanto apprezzato
dai romani, e Giulia non vi fece mai il bagno. Oltretutto le nobili donne
romane non amavano andare al mare ed abbronzarsi la pelle al sole, poiché la
pelle nera era una caratteristica degli schiavi.
Giulia era
bellissima e Augusto, che era allora l’uomo più potente del mondo, la promise
in sposa fin da piccola a vari personaggi politici per rafforzare il proprio
potere. Così a soli 14 anni andò in sposa ad Agrippa, che aveva 23 anni più di
lei. Con Agrippa fece 5 figli, che gli somigliavano abbastanza, anche se si
nutrono ancor oggi forti dubbi sulla reale paternità. Giulia amava il lusso
sfrenato e i divertimenti, e a chi le chiedeva se i figli fossero tutti di
Agrippa rispondeva volgarmente “prima di prendere qualcuno a bordo faccio
sempre il carico” …

Le cisterne romane
L’ACQUEDOTTO
DI VENTOTENE
Un’altra opera geniale degli ingegneri Romani è il
grandioso acquedotto di Ventotene. Si componeva di 6 labirintiche cisterne
destinate a raccogliere l’acqua piovana nella parte alta dell’isola. Oggi solo
due sono ancora intatte e visitabili dai turisti. Nelle gallerie sommerse
venivano allevati i capitoni affinché smuovessero l’acqua e non la facessero
imputridire.
Per
la stessa ragione le cisterne erano riempite solo fino a un certo livello e non
completamente, superato detto limite l’acqua defluiva tramite appositi condotti
di scarico che funzionavano come gli attuali scarichi di sicurezza dei
lavandini.
L’acqua
accumulata nelle cisterne scendeva verso il paese e verso villa Giulia, dove
veniva utilizzata nei bagni e nelle cucine.
Nel
museo dell’isola è visibile una valvola in bronzo che fungeva da rubinetto
nella villa, con essa si apriva e chiudeva l’acqua che così era sempre
disponibile. La valvola è stata esaminata ed è ancora perfettamente
funzionante. L’acqua soleva essere incanalata anche in appositi condotti sotto
i quali gli schiavi accendevano il fuoco e così la villa era dotata anche di
acqua calda!!!
Un’opera
imponente e geniale l’acquedotto di Ventotene che riforniva tutta l’isola di
acqua corrente, fredda e calda.
Un’opera
ancor più importante se si pensa che oggi, dopo 2.000 anni, l’acqua viene
portata sull’isola con la nave cisterna, e non esistono rifornimenti naturali.
IL SITO DEL MARE
|
MADONNA DEL
MARE – MARINA DI BIBBONA (LIVORNO) |
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ingrandito fino a raggiungere le attuali dimensioni. Le “storie di mare” hanno assunto nell’evoluzione
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Isola di Lussino, Croazia. Miglior disegno all’ottava Giornata
del Delfino. J.Bejko, I.Kostesic.
Il "Dolphin day" ha luogo a Lussinpiccolo il primo
weekend di Agosto di ogni anno.
Adopt a dolphin: http://www.blue-world.org/
La musica di questa settimana è “GALEB I
JA”, “gabbiano ANCH’IO”, di Oliver
Dragojevic', il cantautore croato di Spalato.
Grande marinaio, Dragojevic' in questa bellissima canzone immagina di essere un
gabbiano e di volare sul mare.
Accessi dal 22 maggio 2011