BENVENUTI TRA LE ISOLE PIU’ BELLE DEL MONDO!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 LA LOCATION DEL FILM  “MAMMA MIA”

 

Skopelos, Agios Ioannis monastery  

Una sequenza del film “Mamma Mia”

 

Che la Grecia sia bellissima non c’è dubbio, ma il musical  Mamma mia, è probabilmente la migliore promozione turistica che abbia mai avuto. I bellissimi paesaggi che si intravedono nel film, panorami mozzafiato, porticcioli caratteristici e spiagge bianche con acque cristalline. fanno veramente venire voglia di andare a visitare quei luoghi.

 Un film rivolto soprattutto al pubblico femminile, pieno di romanticismo, con begli uomini che corteggiano le donne, anche più anziane, e con un lieto fine che lascia contente tutte le ragazze, specialmente le più irrequiete e sognatrici.

Molte donne infatti sogneranno, dopo aver visto il film, di condurre una vita alla “Donna” – Meryl Streep, che gestisce un albergo sull’isola, in un angolo di paradiso. Donna ha un passato pieno di begli uomini, amanti, ricchi e gentili, e nel finale un bellissimo uomo del calibro di 007 - Pierce Brosnan, gli dichiara il suo amore e le chiede di sposarla. C’è abbastanza per sognare. 

”This is the best movie in the world and i want to move there when I’m older, that’s for sure, I’m gonna get married in this church & live in Skopelos or Kalokairi.I can’t wait”

 Il film consiste nell’adattamento al grande schermo del famoso musical basato sulle canzoni degli Abba, il mitico gruppo musicale svedese, che però non compare mai nelle riprese, tranne che per una breve apparizione suonando il pianoforte sul molo.

 Purtroppo però, l’isola di Kalokairi (in greco estate), dove è stato ambientato il film, non esiste nella realtà, la maggior parte delle scene sono state girate nelle isole di SKOPELOS e SKIATHOS.

 Il musical inizia sulla spiaggia di Kastani a 23 km dal centro di Skopelos: sabbia bianca e acqua trasparente sono lo sfondo per le interpretazione delle canzoni “Does your mother know” “Lay all your love on me” e “I have a dream”. La spiaggia è stata chiusa per alcuni giorni, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, per permettere le riprese.

 Probabilmente la location più bella del film è la chiesa dove è previsto il matrimonio, dove Donna canta a Sam “The winner takes it all”. La chiesetta di Agios Ioannis sto Kastri sorge in cima ad uno scoglio in mezzo al mare e presenta una gradinata che si arrampica fino alla cima. Si trova vicino al villaggio di Glostra, nel nord di Skopelos. Gli scalini originari per salire fino alla cima sono 105, la splendida illuminazione che si vede per il matrimonio è stata aggiunta appositamente per il film e non si potrà vedere se ci rechiamo in vacanza sull’isola. Per raggiungere la chiesa, poco dopo il villaggio di Glossa, bisogna seguire le indicazioni per Agio Ioannis (san Giovanni), la strada conduce a questa bellissima parte di Skopelos.

 Un altro luogo simbolo del film è Villa Donna, l’albergo gestito dalla protagonista dove si svolgono scene di balli e festeggiamenti. Anche questo luogo è una ricostruzione fatta negli studios. Villa Donna non esiste nella realtà, ma la strada che porta fino alla villa ed il parcheggio dove Donna giunge con la sua jeep esistono veramente e sono nelle immediate vicinanze della spiaggia di Glysteri nella parte nord di Skopelos.

 Per quanto riguarda l’isola di Skiathos, vi sono state girate alcune riprese delle spiagge e del mare, nonché del porto in cui si ritrovano, all’inizio del film Pierce Brosnan e Colin Flinth. 

Dove si trovano Skopelos e Skiatos, le isole di “Mamma mia” 

La Chiesa di Agios Ioannis (San Giovanni) è situata nel nord di Skopelos

 

Mamma mia

The film is based on the world's number one musical comedy Mamma Mia, featuring songs from the Swedish group Abba. The movie is mainly filmed in Greece, mostly on the beautiful island of Skopelos near Skiathos in the Sporades. The island is called Kalokairi in the movie, so if you want to see the island in the film you should go to Skopelos. Locations where the film was shot is Kastani bay and beach, and at Agios Ioannis, a rock with a small chapel in the north. Other locations are the port of Skiathos town and Damouchari in the Pelion region, north of Skiathos. 23 km from Hora (Skopelos town). A small beach with a breath-taking view from the Agios Ioannis monastery. The film is directed by Phyllida Lloyd.  Cast: Meryl Streep, Pierce Brosnan and Stellan Skarsgård.

 

altri film girati nelle isole greche

More movies from Greek islands

 Captain Corelli's Mandolin (2001)
Filmed on Kefalonia.
Directed by: John Madden.
Cast: Nicolas Cage, Penélope Cruz and John Hurt.

Mediterraneo (1991)
Filmed on Kastelorizo.
The film won an Oscar in 1992 for best foreign film.
Directed by: Gabriele Salvatores.
Cast: Diego Abatantuono and Claudio Bigagli.

Shirley Valentin (1989)
Filmed on Mykonos.
Directed by: Lewis Gilbert.
Cast: Pauline Collins and Tom Conti.

The Big Blue (1988)
Partly shot on Amorgos.
Directed by: Luc Besson.
Cast: Jean Reno, Jean-Marc Barr and Rosanna Arquette.

Summer Lovers (1982)
Filmed on Santorini.
Directed by: Randal Kleiser.
Cast: Peter Gallagher, Daryl Hannah and Carole Cook.

For Your Eyes Only (1981)
Filmed on Corfu (and Meteora on the Greek mainland).
Directed by: John Glen.
Cast: Roger Moore, Carole Bouquet.

Zorba - the Greek (1964)
Filmed on Crete (and Athens).
The film won three Oscars in 1965, including best picture.
Directed by: Mihalis Kakogiannis.
Cast: Anthony Quinn, Alan Bates and Irene Papas

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ISOLA DI PASQUA - CILE

 

 

 

 

PUO HIRO – IL DIO DELLA PIOGGIA

Nella parte est dell’Isola di Pasqua, vicino la baia La Pérouse, c’è una roccia di una forma in qualche modo ovale e con un certo numero di buchi.

Questa pietra, di evidente manifattura umana, è chiamata Puo Hiro, ovvero, buco o tromba di Hiro.

Alcuni oggi la chiamano Maea Puhi, roccia che fischia.

È coperta con disegni di Komari, vulve scolpite in epoche antiche. Il nome nasce dal modo in cui veniva usata. Soffiando in alcuni dei buchi si produceva un suono che arriva a lunga distanza. Oggi alcuni abitanti di Rapanui sono capaci di fare “suonare” la pietra, il che non è facile. È un artefatto unico sull’isola la cui utilità non è stata mai completamente accertata. Probabilmente veniva usato per chiamare le persone a raccolta, dal momento che era stato costruito al centro di un sito cerimoniale in onore di Hiro, il Dio della Pioggia. Infatti, l’area in cui è strato trovato, è ricca di monumenti e petroglifi.

 Il Dio della pioggia veniva invocato nei periodi di siccità con particolari cerimonie che venivano celebrate dal nobile Ariki Paka (Gran Signore della Siccità). Vestendo speciali ornamenti ed ergendosi sopra una collina dell’area colpita, l’Ariki Paka rivolgeva il suo volto verso le alture e intonava un canto alle divinità:

La pioggia, le grandi lacrime di Hiro mandate a noi quaggiù, versate quaggiù la pioggia, le grandi lacrime di Hiro”

  

 

 

 

 

La tromba di Hiro oggi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MOSTRA SU MONTECRISTO A PORTOFERRAIO

 

 

La mostra fotografica “Montecristo, l’isola che c’è”, grande evento elbano organizzato dal Comune di Portoferraio e dall’Associazione Amici di Montecristo, è aperta a Portoferraio (Isola d’Elba) nella sala della Gran Guardia / Porta a mare dal  31 maggio al 14 giugno 2009 (orario 17.00 – 23.00).  Nella prima giornata dalle 18.30 è stato presentato il libro di Marcello Camici “Montecristo l’isola del tesoro”, che ha ricevuto molta attenzione e consensi.  Terminata la presentazione c’è stato un drink offerto dall’azienda di Seccheto,Terre del granito. Si è passati poi alla Mostra fotografica, unica al mondo per la sua specificità. Le immagini colme di fascino e permeate di mistero sono di alto livello qualitativo e riguardano Montecristo presentando varie tematiche come la natura e l’ambiente, la storia passata e recente, la vita dei guardiani.

Per ulteriori informazione riguardo la mostra “Montecristo, l’isola che c’è” rivolgersi a www.comune.portoferraio.li.it, www.amicidimontecristo.com, www.aptelba.it o telefonare a 0565.914671 .

Raffaele Sandolo - Vicepresidente dell'Associazione Amici di Montecristo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mostra Fotografica “Montecristo. L’isola che c’è”

Marina di Campo 4-10 Agosto 2008

 

 

               

 

L’Associazione Amici di Montecristo e la Banca dell’Elba hanno tenuto a Marina di Campo, dal 4 al 10 agosto, la Mostra fotografica MONTECRISTO, L’ISOLA CHE C’E’.  Foto che riguardano l’Isola di Montecristo – presente e passato – sono state esposte in via Roma presso la Scuola Teseo Tesei. L’esposizione è stata completata dalla presenza di altri oggetti e materiale con riferimento all’isola come barche, motovelieri e vascelli, mezzi e strumenti da pesca, poster di carattere istituzionale. La mostra ha presentato una panoramica di foto che riguardano l’isola di Montecristo spaziando in sezioni diverse quali storia, personaggi, mappe, natura e ambiente, storie e leggende affascinando con immagini di piante e fiori tipici, pirati e corsari, avventure sul mare, condottieri e ricercatori, santi ed eremiti, misteri e fantasie.

Hanno partecopato anche i vecchi guardiani dell’isola che hanno risposto alle domande dei visitatori e i pescatori del tempo passato circondati da documenti storici in un ambiente caratteristico dell’isola.

E’ stato  veramente un avvenimento unico di livello mondiale

Per ulteriori informazioni telefonare scrivere a amicidimontecristo@elbahome.com .

Tel.  329.6150763 .

Raffaele Sandolo

Vicepresidente Associazione Amici di Montecristo

57034 Marina di Campo - Isola d'Elba

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una giornata a Montecristo

 

L’isola di Montecristo all’orizzonte – 6 luglio 2008

 

Isola di Montecristo, Cala Maestra  - 6 luglio 2008

 

Isola di Montecristo escursione del  6 luglio 2008

 

6 Luglio 2008 - L’isola d’Elba è ormai lontana e navighiamo da alcune ore. Montecristo non si intravede ancora  nella foschia. La nave, partita da Portoferraio secondo i programmi del Parco,  si avvicina sempre più alla meta procedendo sul mare calmo rinfrescato da un leggero maestrale. Ritorno sull’isola dopo molti anni di assenza. E’ il viaggio nella memoria che riporta profonde emozioni  e fa rivivere le immagini dell’isola dei miei sogni. Nell’attesa mi sento teso e nervoso. Non vedo vele etrusche e romane attorno a noi. Di tanto in tanto dei pesci rondine saltano fuori dalle onde e volano lontano mentre alcuni delfini ci accompagnano nel nostro viaggio attraverso il tempo. Nell’ora tarda del mattino la scia bianca lasciata dalla nave diventa sempre più bianca  con schizzi d’acqua scintillante.

Improvvisamente Montecristo appare, maestosa come una cattedrale sul mare. E’ un inno al cielo. I passeggeri hanno attimi di sbigottimento e di meraviglia. Le voci sono sovraeccitate …“Splendida!”… “Splendida!”… “Splendida!”. La nave si avvicina all’isola. Il mare calmo e azzurro denso, diventa, prima dell’attracco, color acquamarina, sempre più limpido e trasparente tanto da far vedere i fondali. Nell’aria si diffonde il profumo del rosmarino. Ci danno il benvenuto le due agenti del Corpo della Forestale assieme al guardiano Goffredo Benelli. Scendiamo a terra. L’isola appare in tutta la sua bellezza. La spiaggia sabbiosa ci saluta mentre più avanti c’è il magazzino dei pescatori, mesto, ancora distrutto dall’alluvione avvenuto anni prima. Sono triste nel vederlo e mi vengono in mente le ore passate fra gli scogli a giocare con i miei cugini ed Elena, la figlia del guardiano. In quel tempo Francesco Tesei era il capo guardiano coadiuvato da altri custodi che spesso lavoravano negli orti, nei giardini e nelle vigne rendendo l’ambiente piacevole con piante rigogliose. Talvolta si dedicavano a sistemare i sentieri di caccia nell’attesa del re e dei suoi amici cacciatori. Ora non c’erano i pescatori, amici dei sovrani, nei pressi del magazzino e mancavano le reti con le nasse sulla piazzetta, messe ad asciugare. La mia tristezza si trasforma in dolce melanconia rivivendo le emozioni della mia fanciullezza.

Il gruppo di visitatori si ferma sotto la pineta e le agenti ci informano sui due possibili percorsi della giornata: visita al Monastero con la grotta del Santo e visita al Belvedere per ammirare il paesaggio.

Scelgo la seconda escursione perché meno faticosa anche se ritengo la prima più interessante. Siamo in estate e la giornata è molto calda. Il sentiero porta in alto, affiancato da piante di cisto marino, mirto, lentisco, agavi e oleandri. Preferisco immergermi nella natura, nei suoi profumi, nei suoi colori e nell’armonia dell’ambiente. Ogni passo e ogni sguardo mi fa sentire sempre più parte della natura. Il paesaggio è stupendo e ammiro ogni cosa prima del ritorno. Mentre scendo verso il mare incontro il guardiano. Talvolta burbero, sempre aperto alla conversazione, mi saluta con una voce decisa. Avendo già pranzato con un panino e una mela, Goffredo mi invita per un digestivo nel giardino della sua abitazione assieme alla moglie Carmen ed altri amici. L’atmosfera è cordiale. Con molta premura ed attenzione, ci vengono offerti alcuni digestivi, Montenegro e Amaro Averna. Lascio la famiglia Benelli mostrando la mia felicità per il simpatico incontro con la speranza di rivederci presto. Mentre mi incammino verso il piccolo Museo di Storia naturale passano nella mia memoria tutte le famiglie dei guardiani precedenti in una fantasmagorica cavalcata nel tempo, i Galli, i Tesei, i Burelli, i Galletti, i Muti, i Del Lama, i Benelli. La visita al Museo è un passo dovuto. Mi attendono fotografie di ambiente marino, capre e gabbiani impagliati, rocce e coralli, mappe e cartine che mostrano i programmi a favore della natura e le zone di maggiore attenzione. Il mio pensiero si rivolge al recente passato: nel 1971 avvenne l’istituzione della Riserva Naturale e nel 1988  fu attribuito alla Riserva il "Diploma Europeo".

Termino la visita fermandomi sul piazzale ed osservando la piccionaia. Mi sembra di vedere ancora i piccioni del fiorentino Carlo Ginori, addestrati per assicurare rapidi collegamenti con Firenze. E con lui alcuni ospiti illustri quali il musicista Puccini e lo scrittore Fucini allegri e scherzosi.

Si avvicina la partenza. Mi avvio verso la spiaggia percorrendo un viale pietroso e arido. Non ci sono più, da un lato, gli splendidi vasi di fiori e, dall’altro, le rigogliose piante di felci giganti. La nave è ancora in attesa. Mi siedo e guardo il mare. Vedo alcuni gabbiani che volano in alto sulle rocce e le onde leggere che si infrangono sull’arenile. Non vedo Bastiana, la moglie del guardiano Tesei, parlare con le amiche all’ombra dei pini e lavorare a maglia. Non vedo le barche da pesca né i velieri, non vedo i pirati saraceni né le feluche corsare, non vedo Dragut né le vele dei fratelli Barbarossa, che seminarono tanta distruzione e morte.

Ora tutto e fermo e niente accade. Incanta solo la bellezza dell’isola fra tante contraddizioni. L’operosità dell’uomo ha difficoltà nel fermare i degrado prodotto dalle intemperie. La gestione del Parco, l’operatività professionale degli agenti della forestale e l’impegno del guardiano con tutta la famiglia sono appena sufficienti per l’ordinaria amministrazione. Mancano risorse adeguate e progetti validi per far rivivere l’isola e riportarla agli splendori del recente passato.

Nel lasciare Montecristo sento di ringraziare tutti quelli che operano sull’isola e per l’isola, per ciò che danno ogni giorno e per i loro sacrifici.

Mentre la nave si allontana guardo ancora il Monte Fortezza e Cala Maestra con la costa scogliosa. Non riesco a vedere le capre selvatiche sulle rocce vicino al mare. Purtroppo gli avvistamenti si fanno spesso al mattino. Scambio qualche parola con Nadia, figlia del guardiano Burelli, mettendo in evidenza l’attuale situazione di Montecristo con le mie ossevazioni per il futuro. Molti, attorno a noi, scattano le ultime fotografie.

Fra le rocce, con il fischio del vento della tempesta, si possono sentire ancora i lamenti e le grida dei monaci, seguaci di San Mamiliano,  impauriti dagli attacchi dei barbareschi. Su tutta la scogliera attorno Montecristo c’è ancora l’odore del sudore dei guardiani e dei pescatori che testimonia le difficoltà e il sacrificio della loro vita come pure vi sono impressi i momenti di gioia delle loro famiglie e degli ospiti che trascorsero ore liete.

Montecristo è sempre più lontana e, mentre il sole è ormai al tramonto, scompare pian piano sulla scia bianca lasciata dalla nave. Il mio animo è agitato al pensiero di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato … ma la speranza è dura a morire.

 

 

Raffaele Sandolo

elbasun@infol.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 E’ NATA L’ASSOCIAZIONE  “AMICI DI MONTECRISTO”

    02 Marzo 2008

 

 

Fondata il 21-02-08 presso il Comune di Portoferraio (Isola d'Elba, l'impegno dell'Associazione “Amici di Montecristo” permette di sentire l'isola di Montecristo più vicina e di svolgere attività in sintonia con le istituzioni, tenendo sempre in mente la cura e la salvaguardia dell'ambiente. Tutto ciò per rivalutare le ricchezze dell'isola stessa e di avere una conoscenza più diretta delle bellezze della natura come pure del patrimonio con valenza storico-religiosa.

Raffaele Sandolo

Socio fondatore

Isola d'Elba

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Associazione

AMICI DI MONTECRISTO

NO PROFIT

 

COMUNICATO STAMPA DEL 21.02.2008

Oggi, 21 febbraio 2008, nella Sala Consiliare del Comune di Portoferraio,  si è costituita l’Associazione Amici di Montecristo.

E’ stato preso atto della costituzione dell’Associazione in piena libertà di coscienza, nel rispetto dei principi di libertà, democrazia, eguaglianza ed in conformità delle leggi vigenti, si è approvato lo Statuto che regolamenterà l’Associazione e quindi si è effettuata la scelta del Consiglio Direttivo e del Revisore dei Conti.

In particolare, l’articolo 2 dello Statuto prevede i seguenti scopi dell’Associazione:

1.  L'Associazione non è a scopo di lucro.

2.  Promuove lo sviluppo culturale, sociale, economico ed ambientale dell'area dell’Arcipelago Toscano ed in particolare dell’Isola di Montecristo e degli abitanti dell’Arcipelago.

3.  Tutela e valorizza la natura e l'ambiente.

4.  Tutela e valorizza  il patrimonio artistico, culturale e storico-religioso.

I soci fondatori  Sandra Togni, Raffaele Sandolo, Marcello Camici, Stanislao Munno, Don Giorgio Mattera, Fabrizio Prianti, Teresa Segnini, Alessandro Farina, Pier Luigi Montauti, Amulio Galletti, Elena Tesei,  hanno espresso la loro soddisfazione per questo primo passo così importante. Si sentono impegnati, attivando le risorse dell’Associazione, a collaborare con le istituzioni e i privati, per promuovere la rivalutazione delle ricchezze dell’Isola di Montecristo, soprattutto del patrimonio naturalistico e storico-religioso, come pure a svolgere attività basate su linee progettuali per far risorgere l’isola, nei tempi riparo di naviganti. Sono altresì tesi a consolidare la memoria storica, arricchendola di testimonianze e di documentazione, permettendo la loro ampia diffusione.

L’Associazione è aperta non solo a tutti gli elbani ma anche agli interessati del territorio nazionale con la prospettiva di allargarsi a livello internazionale.

Per ulteriori informazioni telefonare ai seguenti numeri 329.6150763 - 339.1302754 .

                                                                                        I Soci Fondatori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MONTECRISTO: PESCA, SICUREZZA E PROTEZIONE AMBIENTE

February 4th 2008

 

 

 

Gennaio 2008 - In questi giorni si parla molto di Montecristo, sia con riferimento alla criticità del  suo ecosistema che per la difficoltà di poterla visitare soprattutto da parte di elbani.

Per quanto negli ultimi 40 anni si sia fatto qualcosa la situazione continua a presentare talune anomalie e l’isola si presenta come un oggetto misterioso e praticamente inesistente a molti. Se ne nominano alcune.

Le visite all’isola sono molto limitate e piuttosto mirate per aspetti naturalistici e storico-religiosi

ma sembra che talvolta vengano fatte delle eccezioni senza serie motivazioni.

I pescatori, soprattutto quelli elbani e specificatamente di Marina  di Campo, hanno difficoltà a godere di un riparo protetto e sicuro nelle diverse situazioni operative.

Gli elbani sanno che Montecristo, per molti anni del secolo scorso, è stato frequentato per lavoro, e non per diletto, dai pescatori e documenti storici lo dimostrano.

Sulla rivista LO SCOGLIO “II° Quadrimestre 2007 – Anno XXV”,   con l’articolo “Montecristo, L’isola dei pescatori”, ho scritto diffusamente della presenza dei pescatori sull’isola e del loro rapporto con la natura e del loro lavoro sul mare. Questa loro presenza di profilo  qualitativo è stata sempre apprezzata dai sovrani d’Italia tanto che fu costruito per loro uso un magazzino, da essere utilizzato con riparo e deposito per le attrezzature da pesca.

Dagli anni dal 1940 al 1943 ho più volte soggiornato, con la mia famiglia e quelle di altri pescatori, in tale magazzino con lo sguardo vigile e contento del guardiano dell’epoca Francesco Tesei.

Purtroppo le anomalie sopraddette si manifestano ogni anno. Grandi temporali provocano delle frane che portano fango nei fondali e cambiano l’ecosistema in modo anche drammatico. Taluni pescatori pirati (disprezzati da altri pescatori onesti) vanno a pescare sottocosta costa calando reti e palamiti. Purtroppo controlli insufficienti dello Stato non riescono sovente a individuarli e fermarli.

Ogni tanto si ha notizia, dai giornali, di presenze VIP, accettate senza giuste motivazioni, che scorrazzano per mare e per terra mentre sono allontanate barche da diporto che si avvicinano all’isola per ammirare le bellezze.

I pescatori parlano spesso di barche da pesca a cui viene rifiutato il riparo in Cale protette di fronte a cattivo tempo come pure non vengono permessi alle barche da pesca gli appoggi presso le coste dell’isola. A queste, non potendo ritornare all’Elba in attesa del ritiro delle reti, non è consentito il ridosso a Cala Maestra o a Cala Scirocco.

Eppure esistono delle norme legislative che dicono:” Per i pescherecci che non possono tornare alla base di partenza in attesa del ritiro delle reti è consentito,  a seconda dei venti dominanti, il ridosso a Cala Maestra o a Cala Scirocco, mentre solo nei casi di forza maggiore è consentito a tutti i mezzi nautici, l’approdo o il ridosso a Cala Maestra (o Cala Santa Maria) ed il ridosso a Cala Scirocco.”

Si devono far finire tutte le anomalie e far rispettare le attuali norme che regolano l’ecosistema dell’isola, evitando di ostacolare, per i casi di effettivo bisogno o previsti dal legislatore, l’attività di pesca nei mari attorno a Montecristo e all’Africhella. E se mai si vogliano accettare determinate anomalie, è bene che si sia di fronte ad effettive necessità di sicurezza e di miglioramento operativo dei lavoratori del mare, senza alcun danneggiamento della natura a terra come pure in mare.

 

                                                          di Raffaele Sandolo, Isola d’Elba (elbasun@infol.it)

 

 

 

 

 

Donato con rete

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASIA

29 dec 2004

Sitodelmare  è vicino alle popolazioni asiatiche

colpite dalla immane tragedia dello TSUNAMI.

 

 

Il verde surreale di Maya Beach prima dello Tsunami,

Qui è stato girato il film “The beach”, con L.Di Caprio.

NB: Vietato l’utilizzo della foto senza autorizzazione.

 

DEVASTATA PHI PHI ISLAND, L’ISOLA DI “THE BEACH”

 

Devastata dallo TSUNAMI anche Phi Phi island, l’isola dove è stato girato il film “The beach”, con Leonardo di Caprio. L’isola è un atollo che fa parte dell’isola maggiore Phuket, autentico paradiso della natura, orgoglio della Thailandia e meta obbligatoria dei turisti amanti del mare. Phi Phi island, purtroppo conta circa 300 morti.

 

La famosa spiaggia “Maya beach”, dove è stato girato il film, si trovava su Phi Phi Don, una delle isolette di Phi Phi Island. Qui la realtà superava la fantasia, la spiaggia aveva un mare di colore azzurro - verde senza paragoni, che lambiva strisce di sabbia immacolata bordate da palme e magnolie. Si accedeva alla spiaggia da un buco nella roccia, al quale si arrivava arrampicandosi con una corda, rischiando di graffiarsi contro gli scogli all’arrivo delle onde.

 

Phi Phi era un’isola adatta a chi ama veramente il mare, per i suoi paesaggi mozzafiato e le sue verdissime pianure. Al suo interno era quasi completamente disabitata e priva di strutture, chioschi e bancarelle compresi, offriva solo piccoli ristoranti/locande dove era possibile consumare pesce e frutti di mare freschissimi. Gli unici segni dell’uomo erano una serie di canne di bambù, vecchie corde e piccoli pontili galleggianti.

 

 Il verde surreale di Maya Beach prima dello Tsunami,

Qui è stato girato il film “The beach”, con L.Di Caprio.

NB: Vietato l’utilizzo della foto senza autorizzazione.

 

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