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BENVENUTI TRA LE ISOLE PIU’ BELLE DEL MONDO!
LA LOCATION DEL
FILM “MAMMA MIA”

Skopelos, Agios Ioannis monastery

Una sequenza del film “Mamma Mia”
Che
Un film
rivolto soprattutto al pubblico femminile, pieno di romanticismo, con begli
uomini che corteggiano le donne, anche più anziane, e con un lieto fine che
lascia contente tutte le ragazze, specialmente le più irrequiete e sognatrici.
Molte donne
infatti sogneranno, dopo aver visto il film, di condurre una vita alla “Donna”
– Meryl Streep, che gestisce un
albergo sull’isola, in un angolo di paradiso. Donna ha un passato pieno di
begli uomini, amanti, ricchi e gentili, e nel finale un bellissimo uomo del
calibro di 007 - Pierce Brosnan, gli dichiara il suo amore e le chiede
di sposarla. C’è abbastanza per sognare.
”This is the best movie in the world and i want to move there when I’m
older, that’s for sure, I’m gonna get married in this church & live in
Skopelos or Kalokairi.I can’t wait”
Il film consiste nell’adattamento al grande schermo del famoso musical basato sulle canzoni degli Abba, il mitico gruppo musicale svedese, che però non compare mai nelle riprese, tranne che per una breve apparizione suonando il pianoforte sul molo.
Purtroppo però, l’isola di
Kalokairi (in greco estate), dove è stato ambientato il film, non esiste nella
realtà, la maggior parte delle scene sono state girate nelle isole di SKOPELOS
e SKIATHOS.
Il musical inizia sulla spiaggia di
Kastani a
Probabilmente la location più bella del film è la chiesa dove è previsto il matrimonio, dove Donna canta a Sam “The winner takes it all”. La chiesetta di Agios Ioannis sto Kastri sorge in cima ad uno scoglio in mezzo al mare e presenta una gradinata che si arrampica fino alla cima. Si trova vicino al villaggio di Glostra, nel nord di Skopelos. Gli scalini originari per salire fino alla cima sono 105, la splendida illuminazione che si vede per il matrimonio è stata aggiunta appositamente per il film e non si potrà vedere se ci rechiamo in vacanza sull’isola. Per raggiungere la chiesa, poco dopo il villaggio di Glossa, bisogna seguire le indicazioni per Agio Ioannis (san Giovanni), la strada conduce a questa bellissima parte di Skopelos.
Un altro luogo simbolo del film è Villa
Donna, l’albergo gestito dalla protagonista dove si svolgono scene di balli
e festeggiamenti. Anche questo luogo è una ricostruzione fatta negli studios.
Villa Donna non esiste nella realtà, ma la strada che porta fino alla villa ed
il parcheggio dove Donna giunge con la sua jeep esistono veramente e sono nelle
immediate vicinanze della spiaggia di Glysteri nella parte nord di
Skopelos.
Per quanto riguarda l’isola di Skiathos,
vi sono state girate alcune riprese delle spiagge e del mare, nonché del porto
in cui si ritrovano, all’inizio del film Pierce Brosnan e Colin Flinth.

Dove si trovano Skopelos e Skiatos, le isole di “Mamma mia”

Mamma mia
The film is based on the world's number one musical comedy Mamma Mia,
featuring songs from the Swedish group Abba. The movie is mainly filmed
in Greece, mostly on the beautiful island of Skopelos near Skiathos
in the Sporades. The island is called Kalokairi in the movie, so if you
want to see the island in the film you should go to Skopelos. Locations where
the film was shot is Kastani bay and beach, and at Agios Ioannis, a rock with a
small chapel in the north. Other locations are the port of Skiathos town and Damouchari
in the Pelion region, north of Skiathos.
altri film girati nelle isole greche
More movies from
Captain
Corelli's Mandolin (2001)
Filmed on Kefalonia.
Directed by: John Madden.
Cast: Nicolas Cage, Penélope Cruz and John Hurt.
Mediterraneo (1991)
Filmed on Kastelorizo.
The film won an Oscar in 1992 for best foreign film.
Directed by: Gabriele Salvatores.
Cast:
Diego Abatantuono and Claudio Bigagli.
Shirley Valentin (1989)
Filmed on
Directed by: Lewis Gilbert.
Cast: Pauline Collins and Tom Conti.
The Big Blue (1988)
Partly shot on Amorgos.
Directed by: Luc Besson.
Cast: Jean Reno, Jean-Marc Barr and Rosanna
Arquette.
Summer Lovers (1982)
Filmed on Santorini.
Directed by: Randal Kleiser.
Cast: Peter Gallagher, Daryl Hannah and Carole Cook.
For Your Eyes
Only (1981)
Filmed on
Directed by: John Glen.
Cast: Roger Moore, Carole Bouquet.
Zorba - the Greek (1964)
Filmed on Crete (and
The film won three Oscars in 1965, including best picture.
Directed by: Mihalis Kakogiannis.
Cast: Anthony Quinn, Alan Bates and Irene Papas
ISOLA DI PASQUA - CILE
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PUO HIRO – IL DIO DELLA PIOGGIA
Nella parte est dell’Isola di Pasqua, vicino la baia La Pérouse,
c’è una roccia di una forma in qualche modo ovale e con un certo numero di
buchi.
Questa pietra, di evidente manifattura umana, è chiamata Puo Hiro,
ovvero, buco o tromba di Hiro.
Alcuni oggi la chiamano Maea Puhi, roccia che fischia.
È coperta con disegni di Komari, vulve scolpite in epoche antiche.
Il nome nasce dal modo in cui veniva usata. Soffiando in alcuni dei buchi si produceva
un suono che arriva a lunga distanza. Oggi alcuni abitanti di Rapanui sono
capaci di fare “suonare” la pietra, il che non è facile. È un artefatto unico
sull’isola la cui utilità non è stata mai completamente accertata.
Probabilmente veniva usato per chiamare le persone a raccolta, dal momento che
era stato costruito al centro di un sito cerimoniale in onore di Hiro, il Dio
della Pioggia. Infatti, l’area in cui è strato trovato, è ricca di monumenti e
petroglifi.
Il Dio della pioggia veniva
invocato nei periodi di siccità con particolari cerimonie che venivano
celebrate dal nobile Ariki Paka (Gran Signore della Siccità). Vestendo speciali
ornamenti ed ergendosi sopra una collina dell’area colpita, l’Ariki Paka
rivolgeva il suo volto verso le alture e intonava un canto alle divinità:
“La pioggia, le grandi
lacrime di Hiro mandate a noi quaggiù, versate quaggiù la pioggia, le grandi
lacrime di Hiro”
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La tromba di
Hiro oggi
MOSTRA SU MONTECRISTO
A PORTOFERRAIO

La
mostra fotografica “Montecristo, l’isola che c’è”, grande evento elbano
organizzato dal Comune di Portoferraio e dall’Associazione Amici di
Montecristo, è aperta a Portoferraio (Isola d’Elba) nella sala della Gran
Guardia / Porta a mare dal 31 maggio al 14 giugno 2009 (orario 17.00 –
23.00). Nella prima giornata dalle 18.30 è stato presentato il libro di
Marcello Camici “Montecristo l’isola del tesoro”, che ha ricevuto molta
attenzione e consensi. Terminata la
presentazione c’è stato un drink offerto dall’azienda di Seccheto,Terre del
granito. Si è passati poi alla Mostra fotografica, unica al mondo per la sua
specificità. Le immagini colme di fascino e permeate di mistero sono di alto
livello qualitativo e riguardano Montecristo presentando varie tematiche come
la natura e l’ambiente, la storia passata e recente, la vita dei guardiani.
Per
ulteriori informazione riguardo la mostra “Montecristo, l’isola che c’è”
rivolgersi a www.comune.portoferraio.li.it, www.amicidimontecristo.com,
www.aptelba.it
o telefonare a 0565.914671 .
Raffaele Sandolo -
Vicepresidente dell'Associazione Amici di Montecristo

L’Associazione Amici di Montecristo e la Banca
dell’Elba hanno tenuto a Marina di Campo, dal 4 al 10 agosto, la Mostra
fotografica MONTECRISTO, L’ISOLA CHE C’E’.
Foto che riguardano l’Isola di Montecristo – presente e passato – sono
state esposte in via Roma presso la Scuola Teseo Tesei. L’esposizione è stata
completata dalla presenza di altri oggetti e materiale con riferimento
all’isola come barche, motovelieri e vascelli, mezzi e strumenti da pesca,
poster di carattere istituzionale. La mostra ha presentato una panoramica di
foto che riguardano l’isola di Montecristo spaziando in sezioni diverse quali
storia, personaggi, mappe, natura e ambiente, storie e leggende affascinando
con immagini di piante e fiori tipici, pirati e corsari, avventure sul mare,
condottieri e ricercatori, santi ed eremiti, misteri e fantasie.
Hanno partecopato anche i vecchi
guardiani dell’isola che hanno risposto alle domande dei visitatori e i
pescatori del tempo passato circondati da documenti storici in un ambiente
caratteristico dell’isola.
E’ stato veramente un avvenimento unico di livello
mondiale
Per ulteriori informazioni telefonare
scrivere a
Tel.
329.6150763 .
Raffaele Sandolo
Vicepresidente Associazione Amici di
Montecristo
57034 Marina di Campo - Isola d'Elba
Una giornata a Montecristo

L’isola di Montecristo all’orizzonte – 6 luglio 2008

Isola di Montecristo, Cala Maestra - 6 luglio 2008

Isola di Montecristo escursione del 6 luglio 2008
6 Luglio 2008 - L’isola d’Elba è ormai
lontana e navighiamo da alcune ore. Montecristo non si intravede ancora nella foschia. La nave, partita da
Portoferraio secondo i programmi del Parco,
si avvicina sempre più alla meta procedendo sul mare calmo rinfrescato
da un leggero maestrale. Ritorno sull’isola dopo molti anni di assenza. E’ il
viaggio nella memoria che riporta profonde emozioni e fa rivivere le immagini dell’isola dei miei sogni. Nell’attesa
mi sento teso e nervoso. Non vedo vele etrusche e romane attorno a noi. Di
tanto in tanto dei pesci rondine saltano fuori dalle onde e volano lontano
mentre alcuni delfini ci accompagnano nel nostro viaggio attraverso il tempo.
Nell’ora tarda del mattino la scia bianca lasciata dalla nave diventa sempre più
bianca con schizzi d’acqua
scintillante.
Improvvisamente Montecristo
appare, maestosa come una cattedrale sul mare. E’ un inno al cielo. I
passeggeri hanno attimi di sbigottimento e di meraviglia. Le voci sono
sovraeccitate …“Splendida!”… “Splendida!”… “Splendida!”. La nave si avvicina
all’isola. Il mare calmo e azzurro denso, diventa, prima dell’attracco, color
acquamarina, sempre più limpido e trasparente tanto da far vedere i fondali.
Nell’aria si diffonde il profumo del rosmarino. Ci danno il benvenuto le due
agenti del Corpo della Forestale assieme al guardiano Goffredo Benelli.
Scendiamo a terra. L’isola appare in tutta la sua bellezza. La spiaggia
sabbiosa ci saluta mentre più avanti c’è il magazzino dei pescatori, mesto,
ancora distrutto dall’alluvione avvenuto anni prima. Sono triste nel vederlo e
mi vengono in mente le ore passate fra gli scogli a giocare con i miei cugini
ed Elena, la figlia del guardiano. In quel tempo Francesco Tesei era il capo
guardiano coadiuvato da altri custodi che spesso lavoravano negli orti, nei
giardini e nelle vigne rendendo l’ambiente piacevole con piante rigogliose.
Talvolta si dedicavano a sistemare i sentieri di caccia nell’attesa del re e
dei suoi amici cacciatori. Ora non c’erano i pescatori, amici dei sovrani, nei
pressi del magazzino e mancavano le reti con le nasse sulla piazzetta, messe ad
asciugare. La mia tristezza si trasforma in dolce melanconia rivivendo le
emozioni della mia fanciullezza.
Il gruppo di visitatori si
ferma sotto la pineta e le agenti ci informano sui due possibili percorsi della
giornata: visita al Monastero con la grotta del Santo e visita al Belvedere per
ammirare il paesaggio.
Scelgo la seconda escursione perché
meno faticosa anche se ritengo la prima più interessante. Siamo in estate e la
giornata è molto calda. Il sentiero porta in alto, affiancato da piante di
cisto marino, mirto, lentisco, agavi e oleandri. Preferisco immergermi nella
natura, nei suoi profumi, nei suoi colori e nell’armonia dell’ambiente. Ogni
passo e ogni sguardo mi fa sentire sempre più parte della natura. Il paesaggio
è stupendo e ammiro ogni cosa prima del ritorno. Mentre scendo verso il mare
incontro il guardiano. Talvolta burbero, sempre aperto alla conversazione, mi
saluta con una voce decisa. Avendo già pranzato con un panino e una mela,
Goffredo mi invita per un digestivo nel giardino della sua abitazione assieme
alla moglie Carmen ed altri amici. L’atmosfera è cordiale. Con molta premura ed
attenzione, ci vengono offerti alcuni digestivi, Montenegro e Amaro Averna.
Lascio la famiglia Benelli mostrando la mia felicità per il simpatico incontro
con la speranza di rivederci presto. Mentre mi incammino verso il piccolo Museo
di Storia naturale passano nella mia memoria tutte le famiglie dei guardiani
precedenti in una fantasmagorica cavalcata nel tempo, i Galli, i Tesei, i
Burelli, i Galletti, i Muti, i Del Lama, i Benelli. La visita al Museo è un
passo dovuto. Mi attendono fotografie di ambiente marino, capre e gabbiani
impagliati, rocce e coralli, mappe e cartine che mostrano i programmi a favore
della natura e le zone di maggiore attenzione. Il mio pensiero si rivolge al
recente passato: nel 1971 avvenne l’istituzione della Riserva Naturale e nel
1988 fu attribuito alla Riserva il
"Diploma Europeo".
Termino la visita fermandomi sul
piazzale ed osservando la piccionaia. Mi sembra di vedere ancora i piccioni del
fiorentino Carlo Ginori, addestrati per assicurare rapidi collegamenti con
Firenze. E con lui alcuni ospiti illustri quali il musicista Puccini e lo
scrittore Fucini allegri e scherzosi.
Si avvicina la partenza. Mi
avvio verso la spiaggia percorrendo un viale pietroso e arido. Non ci sono più,
da un lato, gli splendidi vasi di fiori e, dall’altro, le rigogliose piante di
felci giganti. La nave è ancora in attesa. Mi siedo e guardo il mare. Vedo
alcuni gabbiani che volano in alto sulle rocce e le onde leggere che si
infrangono sull’arenile. Non vedo Bastiana, la moglie del guardiano Tesei,
parlare con le amiche all’ombra dei pini e lavorare a maglia. Non vedo le
barche da pesca né i velieri, non vedo i pirati saraceni né le feluche corsare,
non vedo Dragut né le vele dei fratelli Barbarossa, che seminarono tanta
distruzione e morte.
Ora tutto e fermo e niente accade.
Incanta solo la bellezza dell’isola fra tante contraddizioni. L’operosità
dell’uomo ha difficoltà nel fermare i degrado prodotto dalle intemperie. La
gestione del Parco, l’operatività professionale degli agenti della forestale e
l’impegno del guardiano con tutta la famiglia sono appena sufficienti per
l’ordinaria amministrazione. Mancano risorse adeguate e progetti validi per far
rivivere l’isola e riportarla agli splendori del recente passato.
Nel lasciare Montecristo
sento di ringraziare tutti quelli che operano sull’isola e per l’isola, per ciò
che danno ogni giorno e per i loro sacrifici.
Mentre la nave si allontana
guardo ancora il Monte Fortezza e Cala Maestra con la costa scogliosa. Non
riesco a vedere le capre selvatiche sulle rocce vicino al mare. Purtroppo gli
avvistamenti si fanno spesso al mattino. Scambio qualche parola con Nadia,
figlia del guardiano Burelli, mettendo in evidenza l’attuale situazione di
Montecristo con le mie ossevazioni per il futuro. Molti, attorno a noi,
scattano le ultime fotografie.
Fra le rocce, con il fischio
del vento della tempesta, si possono sentire ancora i lamenti e le grida dei
monaci, seguaci di San Mamiliano,
impauriti dagli attacchi dei barbareschi. Su tutta la scogliera attorno
Montecristo c’è ancora l’odore del sudore dei guardiani e dei pescatori che
testimonia le difficoltà e il sacrificio della loro vita come pure vi sono
impressi i momenti di gioia delle loro famiglie e degli ospiti che trascorsero
ore liete.
Montecristo è sempre più
lontana e, mentre il sole è ormai al tramonto, scompare pian piano sulla scia
bianca lasciata dalla nave. Il mio animo è agitato al pensiero di ciò che
avrebbe potuto essere e non è stato … ma la speranza è dura a morire.
Raffaele Sandolo
elbasun@infol.it
E’ NATA
L’ASSOCIAZIONE “AMICI DI MONTECRISTO”
02 Marzo 2008

Fondata il 21-02-08 presso il Comune di
Portoferraio (Isola d'Elba, l'impegno dell'Associazione “Amici di Montecristo”
permette di sentire l'isola di Montecristo più vicina e di svolgere attività in
sintonia con le istituzioni, tenendo sempre in mente la cura e la salvaguardia
dell'ambiente. Tutto ciò per rivalutare le ricchezze dell'isola stessa e
di avere una conoscenza più diretta delle bellezze della natura come pure del
patrimonio con valenza storico-religiosa.
Raffaele Sandolo
Socio fondatore
Isola d'Elba

Associazione
AMICI DI MONTECRISTO
NO PROFIT
COMUNICATO STAMPA DEL 21.02.2008
Oggi, 21 febbraio
2008, nella Sala Consiliare del Comune di Portoferraio, si è costituita l’Associazione Amici di
Montecristo.
E’ stato preso
atto della costituzione dell’Associazione in piena libertà di coscienza, nel
rispetto dei principi di libertà, democrazia, eguaglianza ed in conformità
delle leggi vigenti, si è approvato lo Statuto che regolamenterà l’Associazione
e quindi si è effettuata la scelta del Consiglio Direttivo e del Revisore dei
Conti.
In particolare,
l’articolo 2 dello Statuto prevede i seguenti scopi dell’Associazione:
1. L'Associazione non è a scopo di lucro.
2. Promuove lo sviluppo culturale, sociale,
economico ed ambientale dell'area dell’Arcipelago Toscano ed in particolare
dell’Isola di Montecristo e degli abitanti dell’Arcipelago.
3. Tutela e valorizza la natura e l'ambiente.
4. Tutela e valorizza il patrimonio artistico, culturale e storico-religioso.
I soci
fondatori Sandra Togni, Raffaele
Sandolo, Marcello Camici, Stanislao Munno, Don Giorgio Mattera, Fabrizio
Prianti, Teresa Segnini, Alessandro Farina, Pier Luigi Montauti, Amulio
Galletti, Elena Tesei, hanno espresso
la loro soddisfazione per questo primo passo così importante. Si sentono
impegnati, attivando le risorse dell’Associazione, a collaborare con le
istituzioni e i privati, per promuovere la rivalutazione delle ricchezze
dell’Isola di Montecristo, soprattutto del patrimonio naturalistico e
storico-religioso, come pure a svolgere attività basate su linee progettuali
per far risorgere l’isola, nei tempi riparo di naviganti. Sono altresì tesi a
consolidare la memoria storica, arricchendola di testimonianze e di
documentazione, permettendo la loro ampia diffusione.
L’Associazione è
aperta non solo a tutti gli elbani ma anche agli interessati del territorio
nazionale con la prospettiva di allargarsi a livello internazionale.
Per ulteriori informazioni
telefonare ai seguenti numeri 329.6150763 - 339.1302754 .
I Soci Fondatori
MONTECRISTO:
PESCA, SICUREZZA E PROTEZIONE AMBIENTE
February 4th 2008

Gennaio 2008 - In questi
giorni si parla molto di Montecristo, sia con riferimento alla criticità
del suo ecosistema che per la
difficoltà di poterla visitare soprattutto da parte di elbani.
Per quanto negli ultimi
40 anni si sia fatto qualcosa la situazione continua a presentare talune
anomalie e l’isola si presenta come un oggetto misterioso e praticamente
inesistente a molti. Se ne nominano alcune.
Le visite
all’isola sono molto limitate e piuttosto mirate per aspetti naturalistici e
storico-religiosi
ma sembra che
talvolta vengano fatte delle eccezioni senza serie motivazioni.
I pescatori,
soprattutto quelli elbani e specificatamente di Marina di Campo, hanno difficoltà a godere di un
riparo protetto e sicuro nelle diverse situazioni operative.
Gli elbani sanno
che Montecristo, per molti anni del secolo scorso, è stato frequentato per
lavoro, e non per diletto, dai pescatori e documenti storici lo dimostrano.
Sulla rivista LO
SCOGLIO “II° Quadrimestre 2007 – Anno XXV”,
con l’articolo “Montecristo, L’isola dei pescatori”, ho scritto
diffusamente della presenza dei pescatori sull’isola e del loro rapporto con la
natura e del loro lavoro sul mare. Questa loro presenza di profilo qualitativo è stata sempre apprezzata dai
sovrani d’Italia tanto che fu costruito per loro uso un magazzino, da essere
utilizzato con riparo e deposito per le attrezzature da pesca.
Dagli anni dal
1940 al 1943 ho più volte soggiornato, con la mia famiglia e quelle di altri
pescatori, in tale magazzino con lo sguardo vigile e contento del guardiano
dell’epoca Francesco Tesei.
Purtroppo le
anomalie sopraddette si manifestano ogni anno. Grandi temporali provocano delle
frane che portano fango nei fondali e cambiano l’ecosistema in modo anche
drammatico. Taluni pescatori pirati (disprezzati da altri pescatori onesti)
vanno a pescare sottocosta costa calando reti e palamiti. Purtroppo controlli
insufficienti dello Stato non riescono sovente a individuarli e fermarli.
Ogni tanto si ha
notizia, dai giornali, di presenze VIP, accettate senza giuste motivazioni, che
scorrazzano per mare e per terra mentre sono allontanate barche da diporto che
si avvicinano all’isola per ammirare le bellezze.
I pescatori
parlano spesso di barche da pesca a cui viene rifiutato il riparo in Cale
protette di fronte a cattivo tempo come pure non vengono permessi alle barche
da pesca gli appoggi presso le coste dell’isola. A queste, non potendo
ritornare all’Elba in attesa del ritiro delle reti, non è consentito il ridosso
a Cala Maestra o a Cala Scirocco.
Eppure esistono
delle norme legislative che dicono:” Per
i pescherecci che non possono tornare alla base di partenza in attesa del
ritiro delle reti è consentito, a
seconda dei venti dominanti, il ridosso a Cala Maestra o a Cala Scirocco,
mentre solo nei casi di forza maggiore è consentito a tutti i mezzi nautici,
l’approdo o il ridosso a Cala Maestra (o Cala Santa Maria) ed il ridosso a Cala
Scirocco.”
Si devono far
finire tutte le anomalie e far rispettare le attuali norme che regolano
l’ecosistema dell’isola, evitando di ostacolare, per i casi di effettivo
bisogno o previsti dal legislatore, l’attività di pesca nei mari attorno a
Montecristo e all’Africhella. E se mai si vogliano accettare determinate
anomalie, è bene che si sia di fronte ad effettive necessità di sicurezza e di
miglioramento operativo dei lavoratori del mare, senza alcun danneggiamento
della natura a terra come pure in mare.
di
Raffaele Sandolo, Isola d’Elba (elbasun@infol.it)

Donato con rete
ASIA
29 dec 2004
Sitodelmare è vicino alle
popolazioni asiatiche
colpite dalla immane tragedia dello TSUNAMI.

Il verde surreale di Maya Beach prima
dello Tsunami,
Qui è stato girato
il film “The beach”, con L.Di Caprio.
NB: Vietato
l’utilizzo della foto senza autorizzazione.
DEVASTATA PHI PHI ISLAND, L’ISOLA DI “THE BEACH”
Devastata
dallo TSUNAMI anche Phi Phi island, l’isola dove è stato girato il film “The
beach”, con Leonardo di Caprio. L’isola è un atollo che fa parte dell’isola
maggiore Phuket, autentico paradiso della natura, orgoglio della Thailandia e
meta obbligatoria dei turisti amanti del mare. Phi Phi island, purtroppo conta
circa 300 morti.
La famosa
spiaggia “Maya beach”, dove è stato girato il film, si trovava su Phi
Phi Don, una delle isolette di Phi Phi Island. Qui la realtà superava la
fantasia, la spiaggia aveva un mare di colore azzurro - verde senza paragoni,
che lambiva strisce di sabbia immacolata bordate da palme e magnolie. Si
accedeva alla spiaggia da un buco nella roccia, al quale si arrivava
arrampicandosi con una corda, rischiando di graffiarsi contro gli scogli
all’arrivo delle onde.
Phi Phi era
un’isola adatta a chi ama veramente il mare, per i suoi paesaggi mozzafiato e
le sue verdissime pianure. Al suo interno era quasi completamente disabitata e
priva di strutture, chioschi e bancarelle compresi, offriva solo piccoli
ristoranti/locande dove era possibile consumare pesce e frutti di mare
freschissimi. Gli unici segni dell’uomo erano una serie di canne di bambù,
vecchie corde e piccoli pontili galleggianti.

Il verde surreale di Maya Beach prima
dello Tsunami,
Qui è stato
girato il film “The beach”, con L.Di Caprio.
NB: Vietato
l’utilizzo della foto senza autorizzazione.
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